• L’Italia e l’Europa non possono continuare a tacere

    Secondo l’Alta Corte del Kerala, per i nostri marò detenuti in India con l’accusa di omicidio, non c’è impedimento giuridico, e la decisione di prolungare di ulteriori quattordici giorni la detenzione dei due militari del reggimento San Marco, rientra nelle consuete procedure previste dal codice penale indiano. Inoltre, l’udienza per stabilire la giurisdizione del caso è stata rinviata a data da destinarsi. Per questo motivo ritengo opportuno ritornare sull’argomento e ribadire la necessità di un intervento urgente dell’Unione Europea affinché si risolva al più presto questo incredibile caso diplomatico.

    Non si mette in dubbio la bontà delle affermazioni di Vincent Panikulangara, avvocato cristiano dell’Alta Corte del Kerala, sulla democraticità della giurisdizione indiana. Va in ogni caso sottolineato che il rifiuto di rispondere da parte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone alle domande poste nel corso dell’interrogatorio, dipende dalla certezza che l’incidente è avvenuto in acque internazionali, a 33 miglia di distanza dalle coste indiane, e non, come affermato dalle autorità indiane, a 15 miglia di distanza dalla costa; quindi il giudizio su quanto accaduto spetta esclusivamente alle autorità italiane. Gli ulteriori sviluppi della situazione hanno evidenziato la convinzione da parte dello stato indiano della presenza di un’ottava arma da ricercare sulla nave dalla quale, secondo la loro opinione, sono stati esplosi proiettili che hanno generato l’infausto accadimento. In attesa di ulteriori indagini in proposito, l’Italia rimane con la convinzione che nessun proiettile sia stato esploso da armi in dotazione.

    La drammatica indifferenza mostrata di Catherine Ashton, Alto Rappresentante per la politica estera dell’Ue, a cui è stata indirizzata nei giorni scorsi un’interrogazione cofirmata da me e da altri colleghi, evidenzia la miopia di chi invece dovrebbe intervenire. Per dare il giusto aiuto e consolidare nello stesso tempo il ruolo politico dell’Unione europea occorre un intervento sinergico degli appartenenti a un così alto consesso.

    Il governo Monti nonostante sia stato fortemente sostenuto e apprezzato dalle alte cariche internazionali, per le riforme economiche, purtroppo non riesce a risolvere l’incidente che rischia di prolungarsi più del dovuto. Dobbiamo dare un segnale forte per mantenere alta l’attenzione. L’Italia non deve tacere ma farsi sentire dalla comunità internazionale, anche attraverso l’eventuale minaccia di ritiro dei nostri uomini e delle nostre flotte dalle varie missioni internazionali in cui il Paese è impegnato. Il tributo di sangue pagato dai nostri soldati non può essere calpestato dall’assordante silenzio riservato ai due sottufficiali del Reggimento San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

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