• scurria4

    Con il volontariato potenziamo la cittadinanza attiva

    Dopo aver sostenuto l’anno europeo del volontariato 2011, sono molto soddisfatto per l’approvazione del mio rapporto sul riconoscimento e la promozione delle attività di volontariato transfrontaliero. Penso che l’approvazione di tale documento evidenzi quanto il volontariato sia uno strumento indispensabile quale supporto attivo per il potenziamento di un comune senso civico.

    Da uno studio promosso dalla Commissione, emerge come siano circa 100 milioni i cittadini europei operanti in varie attività di volontariato in grado di contribuire alla produzione del 5% del Pil europeo. E’ dunque doveroso incoraggiare il potenziamento del lavoro volontario, considerato una preziosa risorsa nell’ambito della strategia di crescita Europa 2020.

    Inoltre, le calamità naturali o ambientali che colpiscono l’Europa hanno spesso conseguenze in più Stati membri contemporaneamente, e coinvolgono volontari di ogni parte d’Europa che si trovano a dover affrontare, oltre alle difficoltà causate dall’evento calamitoso, i problemi dovuti alle barriere linguistiche e burocratiche che possono essere ridotti grazie a adeguate politiche europee di sostegno. Da qui l’esigenza di rimarcare il ruolo del volontariato nel promuovere, anche al di fuori dell’Ue, i principi dell’identità e dei valori comuni europei, come la solidarietà e la coesione sociale.

    Per questo riteniamo utile promuovere una simile attività, tramite la creazione di un portale centralizzato dell’Ue con una specifica sezione dedicata al volontariato transfrontaliero per creare un corpo volontario europeo di aiuto umanitario in grado di selezionare, formare e inviare individui competenti per fornire in caso di necessità, un sostegno adeguato alle organizzazioni locali.

    Prevediamo anche la creazione di un passaporto europeo delle competenze, valido in tutti i Paesi dell’Unione, che permetterà il riconoscimento a livello transfrontaliero delle qualifiche professionali e delle competenze acquisite. Il Passaporto ricalcherà il modello Europass per consentire di registrare le competenze in modo trasparente e comparabile: è necessario, infatti, un maggior riconoscimento pubblico del volontariato come esperienza utile per i giovani al fine di acquisire competenze da spendere nella formazione e nel mondo del lavoro.

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