• No Acta per rispetto della proprietà intellettuale

    Il voto contrario espresso dal Pe in merito all’Accordo internazionale anticontraffazione Acta è l’ennesima dimostrazione del forte imbarazzo che proviamo ad adottare un provvedimento che, ad oggi, non tutela adeguatamente i diritti di proprietà intellettuale e di libertà d’informazione. L’Unione europea, snodo centrale dei flussi di informazione provenienti da tutto il mondo, ha molto da perdere dall’assenza di un coordinamento globale ma data la vaghezza di alcuni aspetti dell’Acta credo che i vantaggi siano inferiori rispetto alle potenziali minacce alla libertà civile. Qualsiasi accordo internazionale che intende apportare sanzioni penali deve necessariamente tutelare il principio della libertà individuale al fine di evitare errate interpretazioni dello stesso. Siamo consapevoli della necessità di creare un coordinamento centrale che ponga l’Europa al centro di un mercato culturale in continua espansione, ma siamo altresì convinti che la tutela dei cittadini non possa essere minata. Inoltre vorrei sottolineare che per tutelare adeguatamente il diritto d’autore è inutile stipulare un accordo che esclude arbitrariamente l’India e la Cina, principali esportatori di merci contraffatte. Respingiamo dunque il provvedimento e ribadiamo la nostra disponibilità a riesaminare il testo una volta apportate le giuste modifiche atte a tutelare la proprietà intellettuale senza danneggiare i consumatori.

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