• Aumentiamo i fondi per istruzione e formazione

    Il tasso di disoccupazione giovanile dell’Ue negli ultimi anni è aumentato fino a superare il 20%, con picchi oltre il 50% in alcuni stati membri, e ovviamente sono proprio i giovani con minor titolo di studio, a essere colpiti con particolare durezza dall’attuale crisi. Oggi, con l’approvazione in Pe della proposta della commissione Cultura, per l’aumento di fondi destinati alla formazione, abbiamo posto le basi affinché si riducano i rischi di esclusione sociale, invitando gli stati membri a non tagliare i fondi destinati all’istruzione. Per realizzare un rilancio del sistema di formazione delle nuove generazioni e rafforzare la competitività richiesta da un’economia sempre più globalizzata è necessario investire sull’istruzione dei nostri ragazzi. Nel mercato unico europeo, un ostacolo enorme alla possibilità di una persona di lavorare ovunque all’interno dell’Ue è rappresentato dalla lingua. Le competenze linguistiche sono in genere utili ma, nel contesto dell’Unione, il multilinguismo è decisivo per il funzionamento del sistema. Purtroppo vediamo spesso i governi nazionali poco interessati al futuro dei giovani, incapaci di capire che per ridurre la disoccupazione, e combattere la povertà sono necessari livelli di competenza e conoscenza più elevati. Inoltre occorre agevolare la mobilità geografica volontaria, promuovere la mobilità professionale e mettere a disposizione delle imprese europee, in particolare delle Pmi, una forza lavoro istruita e formata in modo adeguato

Comments are closed.