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    Droga: Renzi continua a spacciare fumo e noi siamo in overdose

    Il Decreto Legge Renzi – Lorenzin apre definitivamente la porta verso la liberalizzazione delle droghe in Italia, delineando – per gli adolescenti, i giovani adulti e le famiglie con problemi di tossicodipendenza – un futuro fatto di incertezze e di sostanze stupefacenti, sempre più pericolose e facilmente reperibili grazie ai buchi di questa legge nata senza di un dibattito democratico.

    Qualora Renzi pensasse di allineare l’Italia all’esempio negativo fornito da alcuni paesi europei, con la depenalizzazione delle c.d. “droghe leggere”, sbaglia in pieno: forse non sa che, fino alla pronuncia di incostituzionalità sulla Fini Giovanardi, eravamo “avanguardia” e best pratice per l’approccio innovativo in materia di accoglienza, disintossicazione, cura e reinserimento socio-lavorativo di chi ha problemi diretti ed indiretti di tossicodipendenza.

    Invece di fare un passo in avanti per rafforzare sempre più il ruolo di eccellenza del nostro paese, potenziando le azioni a tutela dei giovani e della famiglie, Renzi, per bieco interesse elettorale, smantella un impianto funzionante per affrontare, in modo maldestro, un problema che ha origini diverse e che necessita di risposte adeguate: il sovraffollamento delle carceri, tema su cui l‘Italia rischia una sanzione dall’Unione Europea. La logica di fondo, nella sua sciaguratezza, è dogmatica ed ideologica: senza reato non c’è condannato.

    Possiamo dirci sicuri sapendo che le strade saranno piene di spacciatori perché questi non andranno più in galera? È questo il futuro disegnato da Renzi e dai partiti della sua maggioranza: loro sono colpevoli di spacciare menzogne e noi ne patiamo l’overdose.

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