• 13marzo

    Immigrati, Scurria (Fdi – An): Renzi utilizzi fondi Ue per rimpatri irregolari

    E’ stato approvato in Pe Il fondo migrazione e sorveglianza delle frontiere. L’Ue avrà a disposizione 3.137,42 milioni e l’‘Italia potrà usufruire di circa il 12% del budget per finanziare il sistema di accoglienza, di asilo, e le misure di integrazione e rimpatrio.Dato che i governi Letta-Renzi hanno svuotato del tutto il fondo per il rimpatrio, rendono di fatto impossibile il rimpatrio degli immigrati irregolari, spero che questi soldi siano semplicemente utilizzati al meglio. Inoltre trovo bizzarro che altri Paesi come la Spagna e la Grecia avranno a disposizione molti più soldi di noi. Sappiamo benissimo qual è il livello di esposizione delle coste italiane rispetto a quelle spagnole e greche, soprattutto se consideriamo l’estensione del territorio. Mi rammarico dunque che la nostra Nazione prenderà meno degli altri Stati e mi auguro che la ridotta disponibilità economica non vada a compromettere l’efficacia dei sistemi di controllo.

  • 15aprile-made

    Per l’Europa di oggi il Volontariato è forza rivoluzionaria

    Il Parlamento Ue ha approvato una relazione che fa il punto sulle attività di servizio ispirate dalla fede religiosa o da valori “laici”. Un esercito di 100 milioni di persone che ogni giorno aiuta chi è solo o indigente, promuove la cultura o lo sport, difende la natura… Ma problemi ed equivoci non mancano. La situazione dal nord al sud del continente

    Non basta dire “volontariato” e riempirsi la bocca di complimenti. È più utile schierarsi concretamente dalla parte di chi, generosamente, si pone al servizio degli altri, in spirito di gratuità, nei più svariati campi: sociale e assistenziale, culturale, sportivo, educativo, ambientale… Per questa ragione il Parlamento europeo, facendo tesoro di quanto emerso durante il 2011, Anno europeo del volontariato, ha voluto rilanciare alcune attenzioni prioritarie in questo ambito della convivenza civile, nel quale sono attivi, sotto le più diverse forme e con svariate idealità, 100 milioni di cittadini Ue.

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  • polonia

    DIARIO POLACCO

    GIORNO II – Mercoledì 4 dicembre 2013

    Sveglia presto, colazione. Alle 10,30 ci attende l’Ambasciatore italiano. Siamo in attesa del timbro per poter entrare in carcere.
    In ambasciata ritroviamo molti dei parenti dei ragazzi che avevamo lasciato solo qualche ora prima. Un giornalista della Rai li intervista.. dare risonanza a quello che sta avvenendo qui è importante. È anche per questo che i nostri cellulari cominciano a suonare a ritmi forsennati.. C’è fame di sapere cosa sta succedendo, anche fuori dai canali della diplomazia e delle ricostruzioni “ufficiali”.
    Giorgia Meloni ci chiama per sapere come va, concordiamo con lei che di lì a poco avrebbe chiamato Letta per chiedergli di incontrare i familiari domani. Mettiamo loro a disposizione il nostro ufficio stampa per richiedere un incontro ufficiale.
    Prendiamo un taxi e dopo un tragitto di 40 minuti raggiungiamo Balolieka, che durante il regime comunista veniva considerato “il carcere dei dissidenti”.
    Da qui passarono tanti protagonisti di Solidarnosc e della dissidenza anti-sovietica. Qui stanno oggi i nostri ragazzi.
    La concomitanza del vertice italo-polacco di domani qui a Varsavia e la scarsità numerica del personale diplomatico fa sì che siamo soli, senza interprete né personale diplomatico al seguito.
    Ci avventuriamo in improbabili comunicazioni con le guardie all’ingresso fino a quando uno pseudo-responsabile accenna qualche parola in inglese.
    Ci aspettavano ma ci fanno rifare la trafila praticamente daccapo. Dopo lunga attesa ci spostano verso un’ala del carcere con delle salette utilizzate per i colloqui con i detenuti.
    Siamo in una palazzina verde relativamente nuova ma giusto di fronte a noi le palazzine grigie raccontano di un carcere tardo-sovietico piuttosto fatiscente.
    Una secondina che parla inglese fa da tramite tra noi e i vari responsabili.
    Finalmente ci portano alcuni dei ragazzi detenuti. Siamo stati autorizzati per vederne due a testa, tra quelli in attesa di giudizio.
    Quelli già condannati per direttissima invece non possiamo incontrarli, l’autorizzazione avrebbe richiesto troppo tempo.
    Stanno complessivamente bene, per quanto si possa stare bene in una prigione, ma stanno certamente meglio dei primissimi giorni quando nei diversi commissariati in cui erano detenuti sono stati sottoposti a trattamenti indegni di un Paese civile. Due giorni e passa in manette, senza acqua, con scarsissimo cibo, senza avvocato e senza possibilità di contattare nessuno fuori. Ora va meglio ma ciò nonostante sono molto preoccupati.
    Hanno poche notizie dall’esterno, non tutti hanno i genitori qui a Varsavia. C’è chi li ha molto anziani o non in condizione, fisica o economica, di potersi muovere.
    Fino a ieri non era consentito ai parenti visitarli, da oggi finalmente è stato possibile.
    Sono generalmente in cella con altri italiani ma nelle ultime ore sono stati smistati e non è raro che abbiano in cella anche polacchi, ma non esclusivamente polacchi.
    Di questo, della durata dell’ora d’aria (più tendente alla mezz’ora che all’ora) e di altre questioni di vivibilità parleremo di lì a poco con il Direttore del carcere, ottenendo garanzie che speriamo verranno mantenute.
    Alcuni dei ragazzi sono caduti dal pero quando ci hanno visto, altri sapevano che saremmo arrivati, uno aveva preparato un biglietto che recapiteremo alla sua compagna.
    Li rincuoriamo, gli facciamo capire che non sono soli e che c’è un mondo là fuori che si sta preoccupando di loro, anche se qualcuno tardivamente come il nostro governo.
    Parlando con loro rimettiamo insieme frammenti di quanto avvenuto giovedì pomeriggio: i tifosi laziali in corteo dal centro verso lo stadio, alcuni di loro (tutti dicono pochissimi) che lanciano oggetti contro gli agenti, la polizia che carica, tutti cominciano a correre e si ritrovano in una strada chiusa con gli agenti che a quel punto arrestano tutti.. i pochi probabilmente colpevoli e la massa di gente che si è trovata lì praticamente per caso e senza aver fatto nulla. Avendo qualche dimestichezza con le cose di stadio e di piazza non stentiamo a crederlo.
    Da lì inizia il calvario che abbiamo ricostruito.
    Uscendo dal carcere incontriamo la fila dei parenti che entrano a visitarli.. Stremati, preoccupati ma in fondo felici di poter finalmente vedere i loro ragazzi.
    Ci ringraziano, per noi è tempo di ripartire. Saliamo sul taxi verso l’aeroporto, riaccendiamo i cellulari e veniamo subissati di messaggi e chiamate. Alcuni commenti sui social, per fortuna pochi, lasciano interdetti: gente che spara sentenze senza nulla conoscere dei fatti e probabilmente senza aver mai messo piede in uno stadio.
    E allora ci tocca chiarirlo ancora una volta.
    Noi non siamo venuti qui a sostenere per forza di cose che siano tutti innocenti, ma a dire alcune cose chiare:
    - chi ha sbagliato paghi, tenendo conto del fatto che grazie a Dio nessuno si è fatto male e che le pene devono essere proporzionate;
    - innocenti o colpevoli, hanno diritto alla difesa, a un giusto processo e a condizioni di detenzione civile. Non in quanto ultras ma in quanto persone;
    - i diritti degli italiani non si possono calpestare impunemente;
    - vanno velocizzati i tempi per definire le posizioni di ognuno dei 22 e arrivare alla scarcerazione rapida e per questo il governo si deve svegliare e deve esercitare il massimo delle pressioni sulle autorità polacche;
    - non lasceremo cadere quello che è accaduto agli altri 130, detenuti senza prove e in condizioni indegne, prima di essere lasciati andare;
    - pretendiamo risposte dal governo italiano sulla gestione di questa trasferta che, nonostante fosse considerata a rischio dopo i fatti dell’andata, non ha visto operare sul campo gli agenti italiani che abitualmente seguono le nostre tifoserie in trasferta, proprio per prevenire problemi di questo genere.
    Ovunque i diritti degli italiani vengono calpestati Fratelli d’Italia c’è. Continue Reading

  • vigilanza_terra_di_lavoro

    Vigilanti, Scurria (FdI): “Solidarietà a categoria inascoltata, da FdI impegno per difendere richieste operatori”

    “Esprimo la mia solidarietà ai vigilanti e le guardie giurate che da anni segnalano, senza ricevere risposte concrete, la drammatica situazione in cui versa la loro categoria. Fratelli d’Italia è vicina a chi ogni giorno garantisce un importante servizio di sicurezza al servizo della comunità. Per questo, chiediamo al Governo di accogliere le poche ma fondamentali richieste di coloro che per la categoria chiedono di garantire un effettivo controllo a verifica dell’attività lavorativa e finanziaria delle aziende, attuare una misura sulle disposizioni di legge che regoli ogni individuo sotto il profilo assicurativo, assicurare un maggiore controllo sui passaggi di appalti. Come Parlamentare europeo e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia sarà mio interesse ascoltare e difendere le proposte di questa categoria rimasta fino ad oggi inascoltata”.
    È quanto dichiara in una nota il parlamentare europeo e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Marco Scurria.

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    Rifiuti, Scurria (FdI): “Commissione Ue scongiuri subito ipotesi Falcognana e Cupinoro”

    “Si è tenuta a Bruxelles presso la Commissione petizioni del Parlamento europeo l’audizione sui casi delle discariche di Falcognana e Cupinoro, siti indicati dal prefetto Sottile come possibili opzioni per sostituire provvisoriamente la discarica di Malagrotta.

    Se da una parte l’incontro di oggi ha dato la possibilità ai tanti comitati cittadini e associazioni di esporre alla Commissione le criticità e i problemi che sorgono davanti ad una ipotesi così drammatica, dall’altra non sono giunte dal Commissario risposte esaurienti sugli ultimi sviluppi e sulle violazioni delle normative europee che presenterebbe una scelta come quella di portare i rifiuti della Capitale a Falcognana o a Cupinoro.

    A fronte di questa audizione auspico che le Commissione europee competenti possano fornire al più presto un quadro dettagliato della situazione e scongiurare così l’ipotesi Falcognana e Cupinoro dai possibili siti per la nuova discarica provvisoria di Roma”.

    È quanto dichiara in una nota il parlamentare europeo di Fratelli d’Italia, Marco Scurria.

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