• L’Iran e il nucleare

    Dal mancato rispetto della legalità e dei diritti umani, dall’assenza dei più elementari principi della democrazia trasformatasi in stragi civili ingiustificate e brutali, dal rifiuto di ottemperare agli obblighi internazionali sino alla strada per il nucleare intrapresa dall’Iran, è ormai noto quanto questo paese continui a destare preoccupazioni e paure per l’Occidente.

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  • Scurria, all’unanimità, rieletto Capogruppo del Partito Popolare Europeo della Commissione Cultura

    Operare con serietà e concretezza porta i suoi frutti: la mia rielezione europea come Capogruppo della Commissione Cultura per il Partito Popolare Europeo, ne è il segno. Gli interventi nel settore dello Sport e della Gioventù, l’ istituzione, nel 2011, dell’ Anno Europeo del Volontariato, l’ istituzione del marchio del patrimonio europeo, e molti altri interventi fatti,  mi hanno permesso, di raggiungere grandi soddisfazioni e di raccogliere importanti successi durante la prima parte di questo mio mandato.

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  • L’Egitto dopo Mubarak: una battaglia non ancora finita

    11 febbraio 2011, una data che segna una svolta nella storia dell’Egitto. Una svolta voluta e cercata con le unghie e con i denti, con la fame e la stanchezza, ma soprattutto con molte vittime e feriti. L’esigenza, non più prorogabile, di una svolta che, unendo e riunendo il popolo egiziano, lo ha tenuto in piedi solo per combattere contro un regime dittatoriale ormai insostenibile e veder chiudersi un’era, nella speranza di una democrazia portatrice di cambiamenti radicali. Ciò nonostante, questa democrazia sembra rimanere ancora una speranza. A seguito della caduta del Presidente Mubarak e del passaggio del paese nelle mani delle forze armate, dichiaratesi impegnate a revocare lo “stato di emergenza” trentennale, le recenti ed attuali vicende egiziane, dimostrano, infatti, quanto sia ardua questa conquista democratica e quanto la transizione non stia seguendo la tanto auspicata strada del pacifismo e della  trasparenza.

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  • Il vertice di Bruxelles: una maratona che spacca

    Quello che apparentemente sembrava un incubo politico e giuridico-procedurale, ha comunque lasciato soddisfatti tutti i leader (salvo il britannico David Cameron) all’esito della massacrante maratona notturna durata ben 11 ore, che è anche riuscita a fare “accalorare” Mario Monti. A spiegare tale paradosso, pare sia stato proprio il premier italiano, ricordando, con rammarico per la defezione della Gran Bretagna, che ora «ci sarà più coesione tra i Ventisei». Ventisei, un numero che non corrisponde all’Unione Europea e che segna la spaccatura clamorosa emergente dall’incontro dei leader. Con l’accordo i paesi miravano ad una zona euro di stabilità fiscale, di governance rafforzata, ma anche di crescita più elevata, con maggiore competitività e coesione sociale.

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  • La dimensione europea dello Sport

    Lo sport, così come accadeva ai tempi delle Olimpiadi in Grecia, è uno strumento essenziale per  il rafforzamento della propria identità culturale ma anche un  veicolo privilegiato, in particolare tra i giovani, di inclusione sociale e di formazione dei minori.

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