• 13.10.09.cdp_.EU_.sea_.borders.4-765x415

    #Demotics2014 / Marco Scurria e il volontariato in Europa: “servono più finanziamenti e meno anni europei fumosi e generici”

    LUCCA. Marco Scurria fa parte dell’eurogruppo del Partito Popolare Europeo ed è candidato alle prossime elezioni europee con la lista Fratelli d’Italia. Ha fatto parte della Commissione per la cultura e l’istruzione e ha seguito in questi anni da vicino le sfide del volontariato. VolontariatoOggi.info, che ha avviato una campagna informativa in linea con la piattaforma elaborata dal Centro Europeo del Volontariato (La vision dei candidati sul volontariato) per riportare le posizioni di alcuni candidati sensibili alle tematiche del volontariato e del sociale, ha voluto intervistarlo. Ecco le sue posizioni sui temi proposti.

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  • 13.10.09.cdp_.EU_.sea_.borders.4-765x415

    Scurria: bisogna riportare gli interessi italiani a Bruxelles

    Immigrazione, difesa del made in Italy e rivisitazione dei trattati internazionali. Queste le priorità per l’europarlamentare uscente di FdI-An, Marco Scurria, candidato nella circoscrizione Italia centrale.

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  • Eurozona-Fmi

    Europee: bozza risoluzione FdI-An uscita concordata da Euro

    ”Come promesso nel programma elettorale, oggi Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale presenta la bozza di risoluzione al Parlamento europeo per l’uscita concordata dal sistema della moneta unica europea. L’iniziativa – si legge in una nota -, concordata con il presidente Giorgia Meloni, viene presa dai candidati al Parlamento europeo, Gianni Alemanno, Guido Crosetto, Carlo Fidanza, Magdi Cristiano Allam e Marco Scurria.

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  • marò

    Voto in India, débacle per Sonia Gandhi. Scurria: ha vinto il partito anti-marò, ora Renzi vada a New Delhi

    «L’India ha vinto!», è il tweet del leader del partito nazionalista, Narendra Modi, che ha sbaragliato il Partito del Congresso guidato da Sonia Gandhi, che dopo dieci anni perde il governo della più grande democrazia del mondo. Da mesi le elezioni indiane sono guardate con attenzione dagli osservatori stranieri e con grande apprensione da parte dell’Italia per gli inevitabili risvolti sulla sorte dei nostri due marò, “sequestrati” a Nuova Delhi da più di due anni e sacrificati all’altare degli equilibri politici interni al gigante asiatico. Come previsto, la lunga maratona elettorale indiana (trentacinque giorni e oltre mezzo miliardo di votanti, una cifra record che corrisponde al 66,38% dell’elettorato) si è conclusa con la vittoria schiacciante del partito indù nazionalista Bharatya janata party (Bjp) che può contare sulla maggioranza assoluta nella Camera bassa (329 seggi su 543). Si tratta della più grande vittoria per i nazionalisti che tornano al potere dopo un decennio: un successo accompagnato dai festeggiamenti di migliaia di persone che si sono radunate sotto la sede del Bjp a Nuova Delhi con tamburi, bandiere arancioni ed effigi con il fiore di loto, il simbolo del partito. Il Partito del Congresso, che guida la coalizione di centrosinistra, saldamente nelle mani dell’italo-indiana Sonia Gandhi e del figlio Rahul, ha riconosciuto la «sconfitta collettiva» contro il futuro premier che è riuscito a combinare politica e protesta populista.

    Finito l’incubo elettorale, ora ci si chiede quale sarà la sorte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Per alcuni analisti il passaggio all’opposizione del Partito del Congresso potrebbe aprire nuovi spiragli: sull’impasse – sostengono – ha pesato molto il “fattore Sonia”, l’italianità d’origine della donna più potente dell’India che fin da subito ha giocato al muro contro muro con l’Italia per accreditarsi davanti all’opinione pubblica come la portabandiera del fiero orgoglio nazionale contro lo “straniero”. Un governo guidato dal Bjp – dicono – potrebbe essere più incline a trovare una via d’uscita. Ma è difficile da credere, visti i toni estremisti cavalcati in campagna elettorale da Modi, che arrivò a chiedere la prigione per i militari italiani. «In India ha vinto le elezioni il partito anti-marò. Cosa succederà ai nostri soldati?», scrive su Twitter l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Marco Scurria. «Dopo l’ormai famosa telefonata del premier Renzi con i due marò in cui assicurava il massimo impegno del governo per risolvere il loro caso, non è accaduto più nulla – aggiunge l’esponente del partito di Giorgia Meloni, in prima linea nella battaglia per il rientro in patria dei nostri connazionali – Come sempre, Renzi dopo i proclami su Ttwitter dimentica di passare ai fatti. Ora gli consiglio di prendere il primo volo per Nuova Delhi e dimostrare di avere po’ di orgoglio italiano».

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  • 13.10.09.cdp_.EU_.sea_.borders.10

    “Difendo i valori europei dal vento relativista del Nord”

    Qual è il miglior metodo per sostenere politiche familiari e promuovere la vita nel Parlamento europeo? Evitare che si intervenga. Detto da Marco Scurria, tra i fondatori di Fratelli d’Italia, curriculum politico che attesta la sua sensibilità ai valori tradizionali, può apparire contraddittorio. E invece lui, che Strasburgo e Bruxelles le frequenta assiduamente dal 2009, anno della sua elezione ad europarlamentare, spiega la ragione di questa linea muovendosi attraverso un filo logico che appare convincente.

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