• Capitali europee della cultura: un’opportunità per l’Italia

    Visto il successo ottenuto, il programma ‘Capitali europee della cultura’ proseguirà fino al 2033, rappresentando una grande opportunità di riqualificazione per le città italiane. Sull’esempio di Marsiglia, Liverpool o il bacino industriale della Rhur, l’Italia attraverso cultura e turismo potrebbe migliorare la propria condizione economica. Tuttavia sarà necessario rafforzare ulteriormente il criterio della dimensione europea, molto spesso sottovalutato e concertare l’attenzione su alcune politiche a lungo termine. Le città dovranno presentare, oltre ad un programma culturale, anche un calendario delle attività svolte per attrarre finanziamenti dall’Unione.
    In un momento di così profonda incertezza economica e valoriale è fondamentale creare incentivi a favore d’iniziative culturali di lungo termine e ben organizzate. L’azione Capitali europee della cultura dovrà puntare a coinvolgere tutte le fasce sociali nelle attività culturali. La manifestazione dovrà diventare l’occasione per migliorare la cooperazione, promuovere il dialogo a livello europeo, facendo emergere al tempo stesso un forte sentimento di appartenenza alla medesima comunità. In questo senso, andranno sottolineate tangibilmente le ‘radici comuni’ europee.

  • In Europa un quadro giuridico unico per gli audiovisivi

    La libertà e il pluralismo dei media sono caratteristiche essenziali delle società democratiche oltre ad essere riconosciute dalla carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Delineare un quadro giuridico unico per i servizi di media audiovisivi, al fine di rafforzare il mercato interno della produzione e distribuzione dei programmi, costituisce la spina dorsale dell’Unione per quanto riguarda il settore culturale. Oggi in Pe abbiamo posto le basi per una direttiva che unisce il diritto di fornire servizi audiovisivi, il diritto di libertà di espressione e d’informazione e la preservazione di obiettivi di interesse generale. Attraverso l’applicazione della direttiva sui servizi dei media audiovisivi, sarà possibile garantire ai film dell’Unione europea la possibilità di raggiungere un’udienza più ampia, sia a livello nazionale, sia negli altri Stati membri. Attualmente, la massima parte dei mercati europei sono caratterizzati dalla forte presenza delle produzioni americane, è dunque di primaria importanza continuare ad analizzare a fondo l’evoluzione dei mercati e dei comportamenti dei consumatori dell’Ue per adattare il quadro regolamentare interno alle esigenze dell’industria audiovisiva e potenziare la nostra competitività.

  • Approvato in Commissione Cultura il nuovo regolamento sul gioco d’azzardo online

    Oggi in Commissione Cultura del Pe è stato fatto un passo in avanti con l’approvazione della regolamentazione sul gambling online nella Unione europea. E’ fondamentale avere una regolamentazione comune, che sia uniforme in tutti i paesi dell’Ue per identificare e contrastare gli operatori del gioco d’azzardo online implicati in attività illegali, come ad esempio partite truccate o scommesse su competizioni in cui, purtroppo, molto spesso sono coinvolti minori. Quasi il 2% della popolazione europea soffre di dipendenza da gioco d’azzardo e il facile accesso ai siti web che praticano tale attività fa verosimilmente aumentare questa percentuale, soprattutto tra i ragazzi. E’ dunque a mio avviso necessario attuare misure preventive efficaci, come ad esempio la prevenzione del gioco d’azzardo tra i giovani nelle scuole e nei centri d’aggregazione.

  • Horizon 2020 rappresenta un’opportunità per il nostro patrimonio culturale

    L’innovazione e la cultura sono strumenti grazie a quali la nostra economia può andare avanti e progredire verso il futuro, ma senza un disegno politico unitario, in grado di tutelare l’economia europea, tutto ciò non può accadere. Con l’approvazione oggi in Commissione Cultura del programma Horizon 2020 abbiamo posto le basi per riunire l’intero finanziamento Ue della ricerca e dell’innovazione sotto un unico programma che patirà dal 2014. Continue Reading

  • Con il Fondo di coesione tuteliamo il nostro patrimonio nazionale

    L’innovazione e la cultura sono strumenti grazie a quali l’economia italiana può andare avanti e progredire verso il futuro. Non dimentichiamo che è uno dei pochi mercati in crescita in Italia: nel 2011 la spesa delle famiglie per il settore ha sfiorato circa 71 miliardi di euro con un +2,6% rispetto al 2010. Ho ritenuto dunque doveroso sottolineare oggi in Commissione Cultura il prestigio del nostro patrimonio artistico e culturale, e mi ritengo molto soddisfatto per l’inserimento, nel Fondo di coesione, del mio emendamento per la tutela dell’ambiente e la promozione efficiente delle risorse, comprese quelle connesse al patrimonio storico, culturale, artistico e archeologico. Affinché L’Unione europea continui ad essere una preziosa risorsa per l’industria culturale europea, intrinsecamente legata al tema dell’istruzione, dell’inclusione sociale e dell’innovazione, è opportuno concretizzare le priorità di crescita e inclusione individuate con la Strategia Europa 2020

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