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    La nostra par condicio: Fidanza, Scurria e Alfano…

    Eurodeputati FdI-An a Daul: Ppe non ci rappresenta più
    “Vorremmo rassicurare il presidente Daul che non siamo due persone in cerca di visibilità ma, insieme al collega Magdi Cristiano Allam, i rappresentanti di una forza politica, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che nel suo congresso fondativo dello scorso marzo ha deliberato che dalla prossima legislatura i suoi eurodeputati non siederanno più tra i banchi del Ppe”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta gli europarlamentari di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Carlo Fidanza e Marco Scurria, in replica alle affermazioni del presidente del Ppe Joseph Daul. “Non sarà quindi il Ppe a cacciarci dalla squadra, semplicemente perché abbiamo già annunciato che quella squadra non ci rappresenta più – continuano Fidanza e Scurria – . Riteniamo infatti che la famiglia popolare abbia tradito i suoi valori fondanti, avallando le politiche di austerità volute dalla Merkel e imponendo alle nazioni dell’Europa del sud una gabbia di regole folli che ne hanno aggravato la recessione, finendo per giovare esclusivamente alla Germania e ai suoi alleati. In questo quadro, l’Euro è diventato uno strumento di supremazia delle nazioni più ricche ai danni di quelle più indebitate. E’ per questo che abbiamo deciso di non fare più parte del Ppe e di guardare con attenzione a quei movimenti eurocritici che si battono per un’Europa rispettosa delle sovranità nazionali”.

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  • Cittadinanza, Scurria – Fidanza: “Da ius sanguinis a ius pecuniae? I diritti non si commercializzano”

    Chiediamo al governo maltese di fare un passo indietro in merito alla possibilità di mettere in vendita la cittadinanza europea perché non c’è nessun diritto che può essere commercializzato. Ci siamo spesi tanto per costruire i nostri spazi nazionali, spesso a costo di grandi sacrifici, anche di carattere personale. Forse abbiamo perso tempo, sarebbe bastato fare un’asta per concedere il diritto ad essere cittadini? Credo di no.Ci sono voluti decenni per costruire e far decollare il ‘progetto europeo’. Ritengo che la storia che abbiamo alle spalle ci indichi la strada giusta. Concedendo la cittadinanza in cambio di soldi, non solo apriamo una porta ricca d’incognite, ma soprattutto consegniamo il lasciapassare ad un mostro giuridico che rischia di mettere in crisi la nostra costituzione europea e i nostri stessi Stati nazionali. E´un benvenuto a mafiosi russi e cinesi, liberi poi di agire in tutti i paesi della Ue? Passare dallo Ius Sanguinis a Ius Pecuniae apre un baratro la cui profondità è sconosciuta”.

    E’ quanto dichiarano gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, Marco Scurria e Carlo Fidanza in merito alla proposta di legge maltese di concedere la cittadinanza nazionale, e di conseguenza quella europea, a coloro che fanno richiesta dietro l´esborso di 650.000 euro.

  • Più Europa ma anche più coraggio per affermare i nostri valori

    Il congresso del Ppe ci ha dato l’opportunità di riaffermare i nostri valori ma, in questo preciso momento storico, è necessario avere più coraggio. Non è più il tempo di vuoti proclami fine a se stessi. Poniamo al centro dell’iniziativa europea quei principi d’identità, reciprocità e solidarietà in cui abbiamo sempre creduto. E’ opportuno che il Ppe riconquisti l’unione politica, economica e sociale, che lo ha reso il più influente dei partiti europei. Ed è proprio per ovviare tali problematiche che ritengo doveroso potenziare il nostro comune sentire per rispondere fattivamente alle esigenze del popolo, sempre più provato da una crisi economica senza precedenti. Siamo l’unico interlocutore possibile. Occorre solo crederci e riprendere l’iniziativa politica per essere vincenti. L’elezione dell’italiano Tajani a vicepresidente del Ppe contribuirà ad andare verso questa direzione.

  • Caro Ppe, così non va. Se ci sei, batti un colpo

    Chi proviene dalle fila della destra politica ha vissuto il graduale processo di avvicinamento al Partito Popolare Europeo con il malcelato timore di finire inghiottito in un partitone solidamente democristiano, nel quale i propri ancoraggi valoriali rischiavano di venire irrimediabilmente sbiaditi.

    In realtà non è poi questo il cuore del problema. Nel Ppe convivono ormai da anni centro e destre (sociali, liberali, cattoliche), comunitari e liberal, europeisti ed euro-realisti. Un coacervo di identità politiche che certamente ha saputo rappresentare un’alternativa europea alla stagione dell’Ulivo planetario ma che, di fronte all’esplodere di una crisi senza precedenti che mina alle sue fragili radici il progetto di integrazione europea, non ha saputo dare una risposta univoca e incisiva. Continue Reading

  • Con il Fondo di coesione tuteliamo il nostro patrimonio nazionale

    L’innovazione e la cultura sono strumenti grazie a quali l’economia italiana può andare avanti e progredire verso il futuro. Non dimentichiamo che è uno dei pochi mercati in crescita in Italia: nel 2011 la spesa delle famiglie per il settore ha sfiorato circa 71 miliardi di euro con un +2,6% rispetto al 2010. Ho ritenuto dunque doveroso sottolineare oggi in Commissione Cultura il prestigio del nostro patrimonio artistico e culturale, e mi ritengo molto soddisfatto per l’inserimento, nel Fondo di coesione, del mio emendamento per la tutela dell’ambiente e la promozione efficiente delle risorse, comprese quelle connesse al patrimonio storico, culturale, artistico e archeologico. Affinché L’Unione europea continui ad essere una preziosa risorsa per l’industria culturale europea, intrinsecamente legata al tema dell’istruzione, dell’inclusione sociale e dell’innovazione, è opportuno concretizzare le priorità di crescita e inclusione individuate con la Strategia Europa 2020

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