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    #Demotics2014 / Marco Scurria e il volontariato in Europa: “servono più finanziamenti e meno anni europei fumosi e generici”

    LUCCA. Marco Scurria fa parte dell’eurogruppo del Partito Popolare Europeo ed è candidato alle prossime elezioni europee con la lista Fratelli d’Italia. Ha fatto parte della Commissione per la cultura e l’istruzione e ha seguito in questi anni da vicino le sfide del volontariato. VolontariatoOggi.info, che ha avviato una campagna informativa in linea con la piattaforma elaborata dal Centro Europeo del Volontariato (La vision dei candidati sul volontariato) per riportare le posizioni di alcuni candidati sensibili alle tematiche del volontariato e del sociale, ha voluto intervistarlo. Ecco le sue posizioni sui temi proposti.

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  • 13.10.09.cdp_.EU_.sea_.borders.4-765x415

    SOCIALE: “SCONFORTANTE VEDERE ALTRI PARTITI CHE DISERTANO CONFRONTO SU TERZO SETTORE”

    “Mi sarebbe piaciuto discutere di sociale, volontariato, solidarietà e cooperazione in Europa con gli enti aderenti al Forum Terzo Settore del Lazio. Peccato che il comitato organizzatore abbia dovuto disdire l’incontro previsto per domani con i candidati alle prossime elezioni europee dal titolo ‘il Terzo Settore parla all’Europa’. A quanto pare, nessuno degli altri relatori ha manifestato interesse nel partecipare. L’evento, promosso dai Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio CESV e SPES insieme al Forum del Terzo Settore del Lazio, sarebbe stato un’occasione per dimostrare che la politica sa far seguire, oltre alle belle parole che spesso vengono spese su volontariato e sociale, anche i fatti. Tanto è stato fatto in questi anni in Europa, grazie anche al nostro lavoro, e tanto ancora c’è da fare, per questo mi sarebbe piaciuto confrontarmi con gli altri partiti. È sconfortante vedere come tanti politici che durante tutto l’anno si propongono validi interlocutori con queste realtà, al momento dei fatti, quando devono prendere impegni con gli ambienti del terzo settore, annullino la partecipazione e quindi il giusto e sacrosanto confronto fra le parti”.

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    Per l’Europa di oggi il Volontariato è forza rivoluzionaria

    Il Parlamento Ue ha approvato una relazione che fa il punto sulle attività di servizio ispirate dalla fede religiosa o da valori “laici”. Un esercito di 100 milioni di persone che ogni giorno aiuta chi è solo o indigente, promuove la cultura o lo sport, difende la natura… Ma problemi ed equivoci non mancano. La situazione dal nord al sud del continente

    Non basta dire “volontariato” e riempirsi la bocca di complimenti. È più utile schierarsi concretamente dalla parte di chi, generosamente, si pone al servizio degli altri, in spirito di gratuità, nei più svariati campi: sociale e assistenziale, culturale, sportivo, educativo, ambientale… Per questa ragione il Parlamento europeo, facendo tesoro di quanto emerso durante il 2011, Anno europeo del volontariato, ha voluto rilanciare alcune attenzioni prioritarie in questo ambito della convivenza civile, nel quale sono attivi, sotto le più diverse forme e con svariate idealità, 100 milioni di cittadini Ue.

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  • Volontariato, Scurria: “Importante acquisire competenze da spendere sul mercato del lavoro”

    “Il volontariato rappresenta uno dei pilastri della nostra società poiché promuove la solidarietà tra generazioni e l’inclusione sociale, attraverso una concreta partecipazione dei cittadini alla vita del Paese. Tramite la mia relazione odierna vorrei sottolineare, che in seguito all’istituzione nel 2011 dell’Anno europeo del volontariato, da me sostenuto con fermezza, molti Paesi hanno compiuto sforzi significativi per migliorare e incrementare il settore, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di tale attività. Ne è un chiaro esempio, l’istituzione del passaporto europeo delle competenze: un vero e proprio documento ufficiale, in grado di attestare le abilità e le capacità dei singoli volontari”.

    “Di certo la crisi economica ha messo in difficoltà questo tipo di attività, che non ha come obiettivo immediato l’interesse economico, eppure il successo che abbiamo riscontrato negli ultimi due anni ha dimostrato che anche in momenti difficili il volontariato rappresenta un’occasione per acquisire competenze da spendere sul mercato del lavoro.  E’ necessario a mio avviso proseguire su questa strada, attraverso la creazione di un portale centralizzato dell’Ue, che includa anche una banca dati delle migliori prassi del volontariato, e una sezione sul volontariato transfrontaliero con informazioni sui programmi disponibili, sui costi e sulle condizioni di partecipazione per facilitare lo scambio d’informazioni tra Paesi. I dati raccolti fino ad oggi provano i vari aspetti positivi dell’Anno europeo del volontariato dimostrando, ancora una volta, che la solidarietà vince sull’egoismo”.

     

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